Presidente
  • La passione per la musica cresce in me, quasi adolescente, con l’avvento del beat e della new generation con tutto il suo mondo di anticonformismo e protesta, oltre che dagli ideali di libertà cantati dai gruppi musicali che hanno caratterizzato un’epoca.
    La musica nera proveniente dall’america, fu però la mia grande passione, quella di Otis Reding,di Joe Tex e di Rufus Thomas e tanti altri,che mi ha coccolato nella mia giovinezza di sognatore e tutta quella tristezza intrisa nelle note del blues e ancor di più
    nel soul mi sostenevano nelle mie insicurezze e quando ascoltavo i virtuosismi dei fiati con la delicatezza dei tappeti di note lunghe di trombe e sax mi sembrava di volare lontano.
    Sono gli strumenti che suonavano due conoscenti di Bussolengo che per circostanze fortuite ho ascoltato in Verona Beat e in una tv locale dove ripresero la banda di Bussolengo. Riconobbi tra i componenti Francesco Ronzani con il quale,successivamente, mi complimentai per questa sua abilità musicale a me sconosciuta e gli confidai il mio desiderio di imparare il sax. Egli mi invitò alla scuola di musica dove potevo studiare questo affascinante strumento,e il quella circostanza notai anche Gilberto Pinali che effettuò tutti gli interventi di tromba nei brani eseguiti dai gruppi veronesi anni 60 al Teatro Romano nell’edizione di Verona beat del 1983.
    Mi presentarono Luciano Brutti,un giovane maestro che aveva non più di 25 anni ma possedeva già una visione sul futuro della banda di Bussolengo che fu pioniere di un rinnovamento bandistico nel veneto.
    Mi trovai a studiare la tromba anziché il sax perché non disponibile e così iniziai questo triennale percorso di studio previsto dalla Scuola di Musica in seno alla banda.
    Conobbi la mia insegnante di solfeggio Cristina Montresor una 18enne che in quell’anno 1984,si diplomava in Ragioneria e in conservatorio e mi accompagnava con il suo clarinetto nei brani di studio dopo che presi un po’ di confidenza con la tromba con le lezioni del m°Franco Marchi che non mi fece rimpiangere il saxofono.
    Durante il corso incontravo e dialogavo spesso con Luciano Brutti al quale rivelavo il mio interesse per la musica e per lo strumento della tromba che, sia con molte difficoltà,cercavo di studiare con costanza.
    Il 1984 fa l’anno del trasferimento dalla vecchia e pericolante sede vicina al monumento dei caduti, alla casa Biancardin che grazie al lavoro dei bandisti anziani fu resa accogliente e funzionale.
    Risolto il problema della sede, nell’85 mi fu chiesto da Brutti di ricoprire l’incarico di Presidente del Corpo Bandistico che da una parte mi inorgogliva e dall’altra mi preoccupava di non saper svolgere un ruolo così importante.
    In quegli anni la figura del Presidente era esercitata da Giancarlo Vassanelli un industriale molto generoso e sensibile, che aiutava la banda economicamente ma che delegava tutte le funzioni al giovane ed intraprendente m°Brutti, che sentiva l’esigenza di un supporto tecnico-organizzativo per svolgere le molte incombenze amministrative che ci permettevamo di ricevere dei contributi dagli Enti preposti ,Comune,Provincia,Regione e Ministero Cultura.
    Gli aspetti economici come sempre rappresentavano la linfa dell’Associazione,e per merito dell’instancabile e lungimirante lavoro di Brutti arrivarono dal Comune di Bussolengo grazie alla sensibilità dell’Amministrazione di allora.
    Ho iniziato quindi a rappresentare questa compagine conoscendone tutte le iniziative culturali ed educative, vista la partecipazione di molti giovani che studiavano presso la nostra Scuola di Musica che si potenziava negli anni e che permetteva al m° Brutti di inserire sempre più giovani di qualità nell’organico principale.
    Il Corpo Bandistico ha iniziato a svolgere la sua attività con molto impegno partecipando sempre ai momenti importanti della vita associativa del proprio paese rinforzando i legami con la cittadinanza e le istituzioni favorendo la conoscenza della nostra cittadina in altre province e regioni per una intensa attività di scambi con altre realtà musicali e partecipazioni a concerti,rassegne e raduni bandistici.
    L’iniziativa più importante è il Gemellaggio con il Blaserchor di Nieder-Olm che non è mai stato interrotto nei suoi incontri biennali nelle rispettive località dove abbiamo rinforzato l’amicizia e costruito legami personali che ci hanno offerto tanti momenti gioiosi.
    Sono trascorsi ormai 25 anni e credo di aver fatto la scelta migliore della mia vita aver dedicato molto del mio tempo a questa attività di volontariato che mi ha ripagato nella crescita dell’organico ottenendo il successo nei vari concorsi Provinciali e Regionali del Corpo Bandistico “Città di Bussolengo” che è riconosciuto tra i più prestigiosi Complessi musicali del Veneto.
    Il successo più gratificante è arrivato nel 2002 dove abbiamo ottenuto il primo premio assoluto al Concorso Regionale in Lonigo (VI) e nello stesso anno abbiamo effettuato il traslocco nella nuova sede all’interno della prestigiosa Villa Spinola e in Settembre abbiamo condiviso con gli amici tedeschi di Nieder-Olm uno straordinario concerto a chiusura delle attività per la celebrazione del 150° anno di fondazione, nel bellissimo chiostro dei Padri Redentoristi.
    Ora la banda si trova a dover effettuare un altro spostamento per entrare finalmente nella nuova sede appositamente progettata per la nostra attività musicale sempre più intensa e con una scuola di musica che supera ormai i 250 allievi.
    L’organico strumentale è oggi il mio più grande orgoglio essendo formato da appassionati di ogni età,che dedicano molto del loro tempo libero all’attività bandistica che con la loro assiduità continuano il bellissimo cammino di quanti ci hanno preceduto quasi 160 anni fa.
    Il Corpo Bandistico di Bussolengo è amato dalla sua popolazione e ha scritto una bellissima pagina della nostra storia,è l’orgoglio di tutte le Amministrazioni Comunali, di molte famiglie e del suo Presidente che in futuro potrà lasciare questa importante eredità a dei giovani di talento ma con il cuore antico.

    Gianfranco Caldana